Associazione Sportiva Divertiamoci Correndo

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L'Angolo della Poesia.

Qualche Poesia dedicata dai Nostri Amici

 

Alla «DIVERTIAMOCI CORRENDO»
di Giuseppe Anania (9 luglio 2004)

 

Dorata balugina la luce
nel meriggio estivo
e di calorosi spettatori
brulicano i marciapiedi
lungo il percorso
della prova gioiosa.
Quali giovani puledri
scalpitano i partecipanti
e alla punzonatura
il numero si aggiustano fieri
sulla maglietta ancora non madida di fatica.
Pronto è il crogiòlo della gara
e lo starter il segnale dà
di accendere il fuoco sacro.
Scattano gli atleti,
tra loro guardinghi,
con l'energie dosate
per lo sprint finale
Belli, come antiche divinità greche,
ali mettono ai piedi
e divertiti l'aria fendono
nello sforzo supremo.
Ad uno ad uno, alla fine,
li conta la graduatoria
senza scorno.
Solo ad uno tocca
la coppa della vittoria,
agli altri generosi
la carezza va
del pubblico plaudente.

________________________________

 

 

Per non dimenticare
di
Salvatore Cambria (11 luglio 1999)

 

Oggi è un giorno di festa,
le strade sono piene di gente,
corrono i grandi campioni,
c'è anche la banda,
ma in fondo al cuore
c'è pure tanta tristezza.
Hai lasciato un grande vuoto
in chi ti voleva bene
ma per non dimenticarti
un pugno di persone
ha inventato una corsa
che porta il tuo nome
Sei morto ingiustamente,
ucciso dall'egoismo umano
che non si vergogna di avere
le mani macchiate di sangue
e al posto del cuore
una macchina di soldi.
Correvi incontro alla vita
per raggiungere i tuoi sogni,
ora sono altri che continuano a correre
affinché la speranza
non muoia mai e possa portare
ai nostri figli un domani migliore
dove ognuno sia giusto
e possa guardare negli occhi
un bimbo che sorride.
Io non ti ho conosciuto
ma ti ho visto correre
assieme agli Angeli
negli spazi azzurri dell'infinito.
Oggi per un momento
lascia gli Angeli di Dio
e corri con noi
per farci dimenticare
le miserie della vita
e taglia insieme ai campioni
la linea del traguardo.
Abbracciaci caro fratello,
facci sentire tutti uniti,
alza la coppa assieme al vincitore
e porta con te nel cielo,
i nostri sogni e le nostre speranze.

________________________________

 

Ad Adolfo Celi

di Giuseppe Anania (28 giugno 2003)

 

Chissà quali scene
di luce fasciate
sulle balze dell'infinito
stai ancora interpretando
e plaudono gli spiriti eletti
con bianche tuniche
d'oro orlate.
Chissà se furtivo aleggi
e ridente tra i mortali
che di te
i fotogrammi artistici èvocano
o l'abituale fare quotidiano.
La tua Messina amasti,
ostinato viaggiatore curioso,
e, quando lo Stretto varcavi,
una lagrima ti spuntava
asciugata dalla brezza
tra Scilla e Cariddi.
Allora sulla tolda del traghetto
non aveva pace
il sigaro acceso
tra le labbra nervose.
Era il tuo volto
di chi rivede di quando in quando
la propria terra madre.
A San Filippo del Mela venivi
schivo ma mai sdegnoso
e gli acini succosi addentavi
tra i gibbosi filari sarchiati
sul colle aprìco,
lontano dal  rumore
delle tue città,
o versatile interprete
della commedia umana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ TERRIBILE.

(dedicato alle vittime di Giampilieri)

 

Sono lontano da questa vita

mentre gioco l’ultima partita.

 

Una strada in salita.

Inseguo un pallone legato ad un filo

come fosse un aquilone.

 

Mi tengo lontano dalle opinioni.

Non accetto prevaricazioni.

Aspetto motivazioni.

Aspetto che si trasformino in emozioni

da tempo ferme sul cuscino del sofà.

 

Non sento più il mio respiro.

Ho in mente un unico pensiero,

che limita la percezione del tesoro sepolto

da ambigui desideri.

 

E’ terribile ascoltare un movimento:

E’ terribile provare a non cadere.

E’ terribile riuscire ad aprire gli occhi sul cratere.

E’ terribile morire.

 

Sono lontano da questa vita.

Rincorro il racconto della gente.

Non accetto corruzioni.

Non accetto di cambiare.

Sposto le mie emozioni dal sofà.

Stringo forte il cuscino.

 

Il rumore sordo.

La pioggia sulla finestra.

La montagna che scende.

La stanza nel fango.

 

Mi muovo lentamente.

Non potrei fare altrimenti.

Immobile - Attonito - Esasperato

Cerco un contatto che non c’è.

 

E’ terribile ascoltare un movimento:

E’ terribile provare a non cadere.

E’ terribile riuscire ad aprire gli occhi sul cratere.

E’ terribile morire.

 

Torino, 23 febbraio 2010 - Lorenzo Anania

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Olocausto
di Paolo Rametta (15 luglio 2000)

 

Falciato da malavitosa mano
Riverso giace!
Paga, la mala ne gioisce,
mentre dal plumbeo cielo
al ristagnar
del generoso nettare,
vengono giù lacrime e non pioggia!
Lascia la sposa e il figlioletto in fasce,
che non sa ancora chiedersi il perché.
E quando domani,
chi del padre suo
esaltarne saprà il sacrificio?
Quale progenie,
ancora questa forse
così distratta e sorda?
No!
Sarà la Fiamma di sempre,
"Nei secoli fedele"
a tener vivo
il religioso culto
degli Eroi!.

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Sul traguardo dell'Amore
di
Giuseppe Anania (5 Agosto 2001)

 

Fiori spargete copiosi
dove la falcata generosa dell'atleta
l'aria fende attonita.
Corone d'alloro intrecciate
per adornare la madida fronte
del magnanimo Apoxiomeno senza tempo
sul traguardo dell'amore.
Sul filippese colle
balugina un fuoco sacro
dove si accendono
mille fiaccole spontanee
fra il tripudio universale.
Sulla meta raggiunta
tutti abbraccia senza classifica
chi al cielo ascese anzi tempo
tra il pianto dei cari
e il cordoglio della Patria riconoscente.

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Al Carabiniere
di
Giuseppe Anania (13 luglio 2002)

 

Nobile l'animo
scampo non dai
a chi la Legge viola.
Dei probi difensore
e del rischio sei sprezzante.
Umile nella vittoria,
indomito nella sconfitta.
Della Giustizia altare
sei eterno
dove generoso arde
il tuo cuore
quale vivida fiamma
che le tenebre fuga del reato.
Del cittadino sei
angelo custode
sul sentiero della luce
e spontaneo un canto
a te si leva,
fiero cavaliere
dalle bande rosse.

____________________________________

 

U Crunista da cussa
di
Salvatore Cambria  (Agosto 2003)

dedicata a Franco Bragagna

 

Vadda a ddu cristianu
iavi u micrifunu 'nte manu
ora nni inchi a testa i pubblicità
e i parari chissà quannu finirà.

Cettu vinnimu cà a cussa pi vardari
e nun pi sentiri a iddu parari
ca ringrazzia a tutti quanti
picchì ci dettiru i picciuli in cuntanti.

Finammenti a smetti di parari
picchì a cussa iavi a cuminciari,
patterunu tutti e nni passarunu davanti
ma cu sunnu tutti sti pattecipanti?
Nun ci capemu nenti cu è in testa
e cu è chiddu c'areti resta.

Ma mentri nni spacenziamu
tutti senza ciatu arristamu
picchì u cronista ricomincia a parari
e cu li so paroli nni fa ricriari
nni dici i nomi di pattecipanti
e di chiddu ca è avanti.

Ora semu tutti cumpitenti
cunuscemu si chiddu è fotti o nun vali nenti
e 'ntra na pausa di ogni categoria
u cronista nni teni cumpagnia
cu 'nte manu tanti fuglietti
nni cunta puru un saccu di barzelletti.

A fini arriva a cussa du campiuni
ca vinniru i tutti i cumuni
e si concludi u trofeu Arena
cu i megghiu curiduri c'avemu 'nta scena.

Nun nni 'nteressa a cussa comu finiu
si fu polizziottu o carabineri ca vinciu
'mpurtanti è ca nni ricurdammu
di chiddu ca in memoria a cussa dedicammu
picchì u so sacrificiu è 'mpurtanti
e nni duna a fozza di annari avanti.

Grazzi crunista du to parari
e u prossimu annu non mancari
a sta cussa ca divintò 'mpurtanti
e ogni annu iavi sempri cchiù pattecipanti
ca fanu unuri o carabineri Arena
e a spiranza rinasci comu un ciuri a primavera

Collaborazioni

 

Promontorio d'Oro

La Bella d'Italia

Momenti in Tv

Antenna del Mediterraneo

Music&Dance

Associazione Fair Play

 

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