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Al cinema “Quattro fontane” di Roma, ieri sera, alla presenza di autorità e numerosi attori, si è svolta l’attesissima prima del film di Raffaele Verzillo “Animanera”.

Tra gli invitati, ha assistito all’interessante pellicola, il vice presidente dell’associazione “Divertiamoci correndo” di San Filippo del Mela, che nel 2007 aveva premiato con l’”Apoxiomeno filippese” uno dei protagonisti, l’attore Domenico Fortunato.

Il film, crudo nella sua trama, è stato patrocinato dalla Croce rossa italiana che ha fortemente voluto l’uscita nelle sale cinematografiche di questa opera che tratta il tema scottante, ma purtroppo attuale della pedofilia.

I toni sono quelli di un romanzo poliziesco stile anni 70, interpretato inoltre da Antonio Friello, Elisabetta Cavallotti, Luca Ward e Giada Desideri, racconta la storia di un pedofilo serial killer, Enrico Russo, amministratore di condomini insospettabile e a sua volta vittima di abusi da bambino da parte del padre.

Per noi è stato incontrato Domenico Fortunato.

Lei ha interpretato il ruolo del magistrato che indaga sui numerosi delitti commessi ai danni di bambini:

Si, il mio ruolo è stato quello di ricucire le varie componenti che servivano al film per raccontare in maniera più vicina alla realtà come deve essere letto un fenomeno così complesso. I protagonisti sono in realtà tutti orientati ha impedire che gli adolescenti subiscano tali orrori, ma hanno un vissuto diverso; così il Commissario Masciandaro (Luca Ward) è passionale e sfoga la sua rabbia avvolte in maniera irrazionale, la psicologa Polito (Giada Desideri) cerca di capire il perché delle cose, va infondo al problema, io devo far collimare tutto alla luce del Diritto e della legalità. C’è però un momento dove anche il mio personaggio confida alla consulente (Giada Desideri) che l’indagine lo aveva coinvolto non solo professionalmente, ma anche come persona; cosa che è avvenuta anche nella realtà per questo sono contento che questo film possa adesso essere visto al cinema.

La distribuzione del film ha infatti incontrato delle difficoltà?

Abbiamo faticato per poterlo portare nelle sale, ma il tema e la qualità del lavoro erano tali che alla lunga siamo riusciti a spuntarla.

La trama è molto aderente alla realtà tanto che Scotland Yard ha voluto esaminare il film per avere un’idea di come si compiano questi efferati delitti?

Molte situazioni del film sono tratte da preziosi documenti messi a disposizione dalla Dott.a Maria Rita Parsi, nota psicoterapeuta dell’infanzia e presidente della Fondazione “Movimento bambino” che ha sede a Roma e del  Professor Vittorio Volterra ordinario di Psichiatria presso l'Università di Bologna; io stesso ho visionato atti processuali e verbali delle Forze dell’ordine.

Ma l'interesse più forte per Animanera è arrivata infatti da Scotland Yard, Elena Martellozzo, docente di criminologia all'Università di Westminster ha visto il film in occasione di un convegno internazionale sulla pedofilia ed è rimasta tanto entusiasta che lo ha voluto proporre ad un ispettore di Scotland Yard, Nicholas Duffield, affinchè il film potesse diventare un efficace documento per i detective inglesi.

Ma il tema è così complesso che il regista, che è anche l’autore del testo, ha voluto evidenziare altri aspetti: la famiglia assente, le violenze subite in minore età dagli stessi pedofili, ma soprattutto che l’orco è l’uomo della porta accanto ed ahimè anche quello che vive nella tua stessa casa spesso protetto dal silenzio di chi sa.

 Dunque grande soddisfazione professionale?

Si, senz’altro ma spero che questa fatica serva a sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche la politica affinchè si legiferi in modo tale da favorire le indagini, ove importanti sono le intercettazioni, e l’oscuramento dei siti pedofili su internet. Interessaante è la proposta di legge contro la “pedofilia culturale”, presentata in questi giorni, dall’onorevole siciliano Alessandro Pagano, già sottoscritta da circa 120 deputati di tutti gli schieramenti.